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Pepe-Lamartine Una polemica letteraria e un duello per il Risorgimento
Pubblicato March 29, 2020
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Il saggio ricostruisce le reazioni  provocate a Firenze dalla pubblicazione di Le dernier chant du pelerinage d’Harold di Alphonse de Lamartine (1825), ispirato all'opera incompiuta di Lord Byron. Il ritratto dell'assoluta decadenza dell'Italia contemporanea, con la definizione dei suoi abitanti di "polvere d'uomini", indignò g...li intellettuali, che avrebbero voluto rispondere nell'Antologia di Vieusseux, il periodico più importante dell'epoca. Pietro Giordani intendeva anche rispondere a Lamartine pubblicando un saggio sulle Operette Morali del giovane (e ancora sconosciuto) Giacomo Leopardi, interpretato come un grande e vivente italiano. La censura ha impedito questa e altre risposte, ma non un aspro riferimento contenuto in un opuscolo dell'esiliiato napoletano Gabriele Pepe.  Ferito nell'orgoglio, Lamartine (all'epoca responsabile dell'ambasciata francese a Firenze) sfidò Pepe a duello. La vittoria di Pepe suscitò un grande entusiasmo a Firenze e in tutta Italia. Il tema dell'onore offeso e vendicato con una prova di valore divenne una costante e fu imitato molte altre volte, nella realtà e nella letteratura, alimentando l'immaginazione di diverse generazioni.

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La novella Libertà di Verga e la demitizzazione della retorica risorgimentale
Pubblicato December 1, 2018
30-38

Giovanni Verga’s tale Libertà has often been object of multifaceted – and frequently discording –critical interpretations, being the most common readings those of who saw in it a clear bias for the Italian Risorgimento (despite its violent development), and those who read it as an expression of resilient skepticism by the author... towards the same historic event. Leonardo Sciascia, for example, uses the term “mystification” to describe Verga’s attitude towards Bronte’s insurrection, at a time – 1860 – when Garibaldi was carrying out his well-known Expedition of the Thousand.

The essay goes through all the noteworthy moments of this critical tradition, eventually deducting that it is by no means possible to draw firm assertions about Verga’s political ideology with the sole literary work as a point of reference. It argues instead that the author’s literary eminence must be seen in his outstanding ability to raise such a vast array of multilayered interpretations in the readers.

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