Italianistica Debreceniensis https://ojs.lib.unideb.hu/itde <p class="xmsonormal" style="margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 8.5pt; font-family: 'Verdana',sans-serif; color: black;">Italianistica Debreceniensis è la rivista peer-review del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Debrecen. </span></p> <p class="xmsonormal" style="margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 8.5pt; font-family: 'Verdana',sans-serif; color: black;">La rivista accoglie contributi originali e ricerche nei vari campi dell’italianistica: letteratura, linguistica, storia, studi culturali, cinema e arti, così come recensioni di volumi usciti negli ultimi due anni in questi settori.</span></p> <p class="xmsonormal" style="margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><strong>La rivista è inclusa negli elenchi delle riviste scientifiche dell'Anvur per l'area 10 e l'area 11. </strong><br /><strong>I contributi pubblicati su Italianistica Debreceniensis sono quindi validi per le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale italiane.</strong></p> it-IT paolo.orru@arts.unideb.hu (Paolo Orrù) paolo.orru@arts.unideb.hu (Paolo Orrù) Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 OJS 3.3.0.6 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Premessa https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9388 <p>Premessa alla sezione speciale del numero 26 di ItalDeb</p> Paolo Orrù Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9388 Tue, 11 May 2021 00:00:00 +0200 Testimoniare “un altro tempo all’interno del nostro tempo” https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9378 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">Tutto il miele è finito fa parte dell'interesse di Carlo Levi per le culture Altre e nella continuità dell'incontro con la diversità antropologica del Mezzogiorno inaugurato da <em>Cristo fermato a Eboli</em>.</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="1">Questo articolo si concentra sul tema dell'arcaico, e sulla prospettiva della "compresenza dei tempi" che caratterizza il pensiero di Levi, per dimostrare come da Tutto il miele è finito emerge la testimonianza "di un altro tempo che precede la storia ma che è se stesso</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="2">contemporaneo della storia e presente come la storia stessa ”(G. Agamben).</span></span></p> Giuliana Pias Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9378 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 ‘Brume nordiche’ sullo Stretto. Le radici settentrionali del Romanticismo siciliano https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9379 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">Il presente saggio si propone di tracciare le influenze del romanticismo nordeuropeo sulle opere di alcuni autori siciliani del primo Ottocento. L'obiettivo è sfatare il mito di un livello "inferiore" della letteratura romantica italiana rispetto alla letteratura nordica, poiché non è incentrata sulla rappresentazione delle aree oscure del sé, di temi soprannaturali, fantastici e irrazionali che sono presenti nella realtà. Vengono esaminate alcune ballate di Felice Bisazza (1809-1867) e Vincenzo Navarro (1800-1867). In queste opere la narrazione di leggende popolari mette in luce un universo spettrale e orribile, rispecchiando situazioni reali, come la violenza della classe nobile e del patriarcato, o l'ingiustizia della disuguaglianza sociale. Si parlerà poi di un'opera teatrale di Giuseppe La Farina (1815-1863), intitolata L'abbandono di un popolo (1845); l'autore ritrae la rivolta anti-spagnola del 1676 a Messina concentrandosi sulle forze inquietanti e sotterranee che si intersecano con i movimenti rivoluzionari. Verrà infine analizzata la produzione di Tommaso Cannizzaro (1838-1921) come traduttore: lo scrittore mette a disposizione del pubblico siciliano e italiano l'affascinante mondo della mitologia scandinava, attraverso le traduzioni di alcuni canti dell'Edda antica medievale.</span></span></p> Daniela Bombara Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9379 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 Tra descrizione e rievocazione: fantasticherie di un ritorno al Sud nelle novelle di Giovanni Verga https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9380 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">Nelle sue opere, Giovanni Verga non descrive la Sicilia attraverso un'accurata descrizione della realtà, ma attraverso una rappresentazione mentale della stessa dalla lontana città di Milano, dove vive. Oltre i confini della Sicilia, la modernità divora personaggi, il cui destino non è descritto da Verga. È l'unico autorizzato a muoversi in questo spazio “di là del mare”, dal quale osserva “dall'altro lato del cannocchiale” le“ larve" che vivono nell'isola. Lo scopo di questo articolo è mostrare come Fantasticheria, I dintorni di Milano, Di là del mare e Passato! hanno come terreno comune un processo di ricreazione della Sicilia come luogo legato a un passato che non tornerà mai più, per questo l'isola viene descritta da una prospettiva idealizzata e nostalgica. La modernità è infatti una condizione irreversibile come la morte, che, in Passato !, appare come una spietata conclusione di questo processo di ricostruzione.</span></span></p> Laura Lupo Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9380 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 «Non so scrivere inglese, a momenti neppure italiano… datemi una “giobba” qualsiasi»: gli emigrati italiani nel teatro di Nino Randazzo https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9381 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">L'articolo prende in esame la rappresentazione culturale, sociale e linguistica degli italiani emigrati in Australia nella scrittura per il teatro di Nino Randazzo, drammaturgo di origine eoliana, emigrato a Melbourne nel 1952, considerato uno degli autori più importanti e prolifici nel contesto della cosiddetta “letteratura dell'emigrazione”, e più in particolare della letteratura italo-australiana in lingua italiana. Di particolare interesse è il tema dei pregiudizi culturali e sociali degli anglo-australiani nei confronti delle persone di origine italiana, etichettati come ignoranti, impossibili da acculturare e disciplinare, in gran parte legati alle organizzazioni criminali, che parlano per lo più una varietà mista di italiano e inglese. Così, in particolare, nella commedia Il Sindaco d'Australia (1981), in cui l'immagine stereotipata (ma esilarante) dell'emigrante del sud Italia, impulsiva e ambiziosa, caratterizzata a livello linguistico dall'uso di termini italo-australiani; e nella commedia Victoria Market (1982), concepita da Randazzo come protesta contro la tendenza degli anglo-australiani a costruire stereotipi nei confronti degli italo-australiani, in questo caso quello del'italiano mafioso. Il teatro di Randazzo, tuttavia, riesce a distinguersi dalle opere della maggior parte dei drammaturghi italo-australiani di prima generazione per il suo tentativo di demistificare in modo divertente tali pregiudizi e luoghi comuni. È nella scelta di un tono popolare della commedia, ottenuta anche attraverso la sapiente mescolanza di forme italiane più tradizionali con termini italo-australiani tipici degli anni in cui sono ambientati gli eventi narrati, che risiedono gli aspetti specifici di questo autore.</span></span></p> Marzia Caria Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9381 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 Contatti linguistici e culturali tra le due sponde dell’Adriatico. L’italiano degli scrittori di origine albanese https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9382 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">La letteratura migrante è un potente mezzo di espressione che offre una grande varietà di interpretazioni e una grande fonte di ispirazione per gli studiosi per indagare i diversi aspetti della vita e quelli della società. Trovandosi nel mezzo, gli autori migranti hanno l'opportunità di vivere (in) due o più lingue e culture unendole, cambiandole e plasmandole. È proprio qui che avviene il contatto linguistico e dove si svolgono diverse strategie che diventano una parte interessante di una ricerca linguistica e letteraria. Questo articolo indaga il contatto tra la lingua albanese e quella italiana attraverso l'analisi di alcune opere di Ornela Vorpsi, Artur Spanjolli, Ron Kubati e Anilda Ibrahimi. Considerando il fatto che questi autori hanno deciso di utilizzare l'italiano come lingua di espressione, questa indagine offre alcune considerazioni su cosa questo significhi per loro e sull'impatto su entrambe le lingue. Considerando il fatto che questi scrittori trasferiscono nei loro testi non solo aspetti importanti della cultura ma anche alcune caratteristiche della lingua albanese, è interessante vedere il modo in cui avviene il transfert e cosa succede al testo quando due lingue diverse e distanti come albanese e italiano si incontrano.</span></span></p> Flora Shabaj Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9382 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 Adolescenti nelle scuole secondarie di secondo grado: identità, lingue e lingue ereditarie. Il caso delle province di Biella e Vercelli https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9383 <p>Il contributo si occupa principalmente della percezione dell'identità degli studenti di nazionalità o origine non italiana e del loro rapporto con la lingua e la cultura di origine e con quelli della comunità ospitante. Sempre più bambini e giovani di origine non italiana sono presenti nelle scuole italiane: il modello di integrazione perseguito in Italia vuole rispettare le differenze culturali e la lingua è uno degli elementi chiave di questo processo. La ricerca ha interessato due province del Piemonte Orientale: Biella e Vercelli. Utilizzando un approccio sociolinguistico e sociologico, è stato condotto uno studio attraverso la somministrazione di questionari riguardanti la lingua e l'identità, la motivazione all'integrazione, la percezione e l'atteggiamento verso la propria lingua / cultura di origine e la lingua / cultura italiana.. Il quadro che emerge presenta atteggiamenti a volte ambigui che si possono definire quasi come una "sospensione" tra il desiderio di "italianizzazione" e la conservazione delle proprie radici. La ricerca pone domande stringenti che le scuole e la società sono chiamate ad affrontare sulla costruzione (o ricostruzione) della propria identità</p> Ruben Benatti Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9383 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 Dall'Italia agli Usa: gli italiani di Cleveland, le loro tradizioni e la loro eredità https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9384 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">Sarebbe difficile negare l'influenza che gli italiani hanno avuto sugli Stati Uniti d'America e sul tessuto stesso della vita culturale americana. Non solo metropoli come New York City e Chicago con la loro popolazione di milioni di cittadini ospitano comunità e quartieri italiani significativi, ma lo sono anche città con diverse centinaia di migliaia di abitanti come Boston, Baltimora, Syracuse, St. Louis o Cleveland. Il presente lavoro intende concentrarsi sugli italiani di Cleveland, Ohio, che senza dubbio costituiscono una parte organica e significativa della popolazione della città. Ha lo scopo di offrire una panoramica sulla formazione dei quartieri italiani, dalle prime ondate di immigrati italiani nel 19° secolo, e le opportunità degli italiani di seconda, terza o ennesima generazione di riscoprire le loro comuni radici italiane, di preservare usi e costumi del vecchio paese attraverso una vasta gamma di eventi culturali italiani, i centri della comunità italiana della città e i luoghi della memoria, o i media italo-americani locali</span></span></p> Dénes Mátyás Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9384 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 «E io sono in quel numero, benché disutile sia»: l’amicizia tra Lapo Mazzei e Francesco Datini https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9385 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">Il notaio Lapo Mazzei (1350-1412) era un corrispondente del mercante pratese Francesco di Marco Datini (1335 circa-1410).</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="1">Le lettere di Mazzei scritte a Datini dal 1390 al 1410 e pubblicate da Cesare Guasti (1822-1889) sono una fonte importante perché restituiscono uno spaccato significativo della vita e dei rapporti personali di un mercante e di un notaio vissuti in Toscana alla fine del</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="2">XIV secolo.</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="3">Lo scopo di questo lavoro è analizzare l'amicizia tra Mazzei e Datini e altre figure importanti attraverso lo studio delle lettere notarili</span></span></p> Gloria Camesasca Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9385 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il progetto VVV: lessicografia, informatica e social network al servizio della promozione linguistica https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9386 <p><span class="VIiyi" lang="it"><span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="0">Questo contributo si basa su un progetto lessicografico e fornisce informazioni importanti sulla promozione del Valoc ’, un dialetto a rischio di estinzione parlato in Val Masino (Lombardia, Italia).</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="1">Lo scopo del progetto VVV è sviluppare il nuovo dizionario, basato sulla ricerca antropologica e dialettologica.</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="2">Grazie al nostro approccio metodologico ci proponiamo di osservare le pratiche del Valoc ', la sua trasmissione da una generazione all'altra e discorsi che sostengono principalmente le ideologie in relazione alle pratiche linguistiche e all'identità.</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="3">In questo lavoro, vorremmo presentare il contesto, descritto da un punto di vista linguistico e sociolinguistico, concentrandoci sull'importanza di promuovere il Valoc ’attraverso lezioni, conferenze, il dizionario e i social network.</span> <span class="JLqJ4b ChMk0b" data-language-for-alternatives="it" data-language-to-translate-into="en" data-phrase-index="4">Infatti, grazie alla nostra pagina sui social network, è stato possibile osservare l'evoluzione del linguaggio e analizzare il modo in cui i parlanti affrontano l'esercizio della scrittura.</span></span></p> Fabio Scetti, Federica Salamino Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9386 Tue, 01 Dec 2020 00:00:00 +0100 Simone Giusti, Natascia Tonelli: Comunità di pratiche letterarie. Il valore d’uso della letteratura e il suo insegnamento, Torino, Loescher, 2021 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9387 <p>Reccensione a Simone Giusti, Natascia Tonelli: Comunità di pratiche letterarie. Il valore d’uso della letteratura e il suo insegnamento, Torino, Loescher, 2021</p> Carmelo Tramontana Copyright (c) 2020 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.lib.unideb.hu/itde/article/view/9387 Tue, 11 May 2021 00:00:00 +0200